Lunedì 16 Febbraio alle 18.30 al Nuovo Cinema Aquila
INCONTRO CON IL REGISTA FRANCESCO DI GIOIA
PER
TERRA DEI PADRI
Disarchivio – Cinema e altro/ve da una lente anticoloniale e Rete Yekatit 12-19febbraio presentano ‘Terra dei padri – Un poeta libico dietro le sbarre del colonialismo’, con la proiezione del cortometraggio omonimo (11’, 2021), e un incontro alla presenza del regista Francesco Di Gioia. L’evento rientra nel programma di iniziative, curato per il quarto anno dalla Rete, per sostenere un processo di riflessione collettiva e studio sui crimini del colonialismo italiano e sulle sue conseguenze nella contemporaneità. Al talk, moderato dallo storico del cinema Leonardo De Franceschi, parteciperanno, oltre al regista Francesco Di Gioia, lo storico del colonialismo Alessandro Triulzi e Maria Coletti della Cineteca Nazionale.
Roma è la città del cinema ma è anche, con oltre 150 odonimi, il luogo d’Italia maggiormente connotato dall’esperienza storica coloniale. Crediamo sia necessario proseguire nel processo di risignificazione dei tantissimi odonimi coloniali della nostra città, consolidando la collaborazione con il Comune di Roma che ha portato alla creazione di un Giardino intitolato al patriota eritreo Zerai Deres, intorno all’Obelisco di Dogali, eretto nel 1887 a memoria dei circa 500 soldati italiani morti in una battaglia della prima guerra coloniale in Eritrea. Il cinema può contribuire a cambiare la narrazione intorno al colonialismo italiano, attraverso una rilettura against the grain delle immagini del passato, in ascolto delle voci lungamente silenziate della resistenza anticoloniale ma anche attraverso nuovi sguardi, prodotti da registə di oggi. Terra dei padri è un piccolo tassello di questa contronarrazione. Il corto di montaggio, che si avvale delle musiche di Ziad Trabelsi, mette insieme immagini di repertorio provenienti da archivi di poca liberale e fascista, italiani e stranieri, che evocano la cosiddetta «guerra italo-turca» (1911-12), proseguita nello scontro con la resistenza libica per un ventennio, fino all’esecuzione del leader Omar al-Mukhtar nel 1931. A fare da controcanto alle immagini, i versi di Fadil Hasin Ash-Shalmani, un poeta libico di Misurata, arrestato nel 1914, condannato a 25 anni di prigione dopo un processo sommario e costretto a scontare la pena (poi ridotta a 7 anni) nell’isola di Favignana. Prima e dopo di lui almeno 4000 civili, uomini, donne, bambini e anziani, molti rastrellati per rappresaglia nei giorni successivi al rovescio subito dall’esercito italiano a Shara Shatt (26 ottobre 1911) e all’ancor più feroce “caccia all’arabo” che ne seguì, furono sottratti ai loro affetti, deportati su navi dirette alle colonie penali di Favignana, Ustica, Ponza e Gaeta, e mandati molto spesso a morire di malattie infettive, freddo e inedia. Uno dei molti crimini di guerra del colonialismo italiano ignoti ai più.
L’ingresso è gratuito.
L’evento è promosso da Roma Culture. Informazioni e programmazione – www.cinemaaquila.it













