INCONTRI CON I REGISTI TITO PUGLIELLI E MARTA BASSO PER LA PRIMA ROMANA DI CHE ORE SONO

INCONTRI CON I REGISTI TITO PUGLIELLI E MARTA BASSO PER LA PRIMA ROMANA DI CHE ORE SONO 2026-04-29T21:00:00-00:00

Mercoledì 29 Aprile al termine della proiezione delle 21.00

INCONTRI CON I REGISTI
TITO PUGLIELLI E MARTA BASSO PER
LA PRIMA ROMANA DI
CHE ORE SONO

Approda per la prima volta a Roma il documentario di Marta Basso e TitoPuglielli, racconto intimo di una comunità psichiatrica pubblica di Palermo dove Giuseppe, Ursula e Bianca vivono da anni, cercando di resistere ad un eterno presente in cui esistono solo come pazienti. Mercoledì 29 Aprile al termine della pèroiezione delle 21.00 gli autori risponderanno alle domande del pubblico presente. Sarà presente anche il montatore Yiri Costantino. Modera la regista Gaia Siria Meloni, co-direttrice artistica del nostro Free Aquila Festival.

Arriva a Roma il documentario Che ore sono (79′, 2023) di Marta Basso e Tito Puglielli. Il film è il frutto di un anno di frequentazione di una comunità psichiatrica pubblica di Palermo ed è il racconto, insieme intimo e politico, di tre vite sospese tra le sue mura in attesa di poter fare ritorno a casa. Presentato nel 2024 in anteprima mondiale all’interno del concorso nazionale del Biografilm Festival, vincendo il premio Hera “Nuovi Talenti”, Che ore sono ha continuato il suo percorso al SoleLuna Doc Film Festival, nella categoria Sicilia Doc, vincendo il premio Cinematographe.it e al PerSo – Perugia Social Film Festival nel concorso PERSO Award, vincendo la menzione speciale. Esordio al lungometraggio documentario dei registi, realizzato come film di diploma del triennio accademico presso il Centro Sperimentale di Cinematografia – Sede Sicilia, dopo diverse proiezioni in festival e sale il film arriva finalmente a Roma il 29 aprile, con una proiezione evento presso il Nuovo Cinema Aquila. ‘Che ore sono’  ci porta in una comunità psichiatrica di Palermo dove si intrecciano tre vite. Giuseppe non vuole invecchiare, passa le giornate immerso nel rock delle sue cuffie e in primavera raggiungerà il limite di permanenza in comunità. Ursula ha trovato l’amore, ma tra malattia e farmaci non è facile prendersi cura di un’altra persona. Bianca è comunista, le manca il mondo là fuori e si sente in gabbia, lontana da casa e dai suoi figli. Nel tempo immobile della comunità, tutti aspettano qualcosa per non scomparire.

“Che ore sono’  nasce dalle nostre ferite, dalle nostre esperienze personali con i disturbi mentali e la psichiatria. Da qui la necessità, emotiva e politica, di mettere in discussione lo stigma che ancora oggi avvolge il disagio psichico nella nostra società.” Sono gli stessi autori a raccontare la genesi del loro progetto. “Persone, non pazienti; storie, non diagnosi. Frequentare per più di un anno una comunità psichiatrica di Palermo ci ha permesso di prestare ascolto e adattarci quanto più possibile al respiro emotivo dei nostri testimoni. Ci siamo immersi in un tempo inesorabilmente fermo, in cui i giorni si somigliano tutti e senza che ce ne si accorga diventano anni. Il linguaggio è stato messo a servizio di questo spazio-tempo altro, fatto di ritmi istituzionali che scandiscono il vuoto, di recinti e finestre che marcano il confine spesso invalicabile tra un mondo dentro e un mondo fuori. Abbiamo provato a posizionarci su questa soglia, dove l’identità vacilla, si perde potere decisionale sulla propria vita e si rendono necessari tentativi di resistenza. Lo scontro con l’istituzione totale ci ha confermato come la rivoluzione basagliana, a cent’anni dalla nascita dello psichiatra veneziano, sia ben distante dall’essersi realizzata, e di come la questione di classe sia ancora centrale nel discorso sull’accesso alla

salute mentale da parte dei cittadini: “chi non ha, non è”. Da quanto si evince dal Rapporto Salute Mentale 2021 del Ministero della Salute italiano, la durata media dei percorsi riabilitativi in strutture residenziali supera il periodo massimo previsto, con tempi di permanenza che aumentano con l’avanzare dell’età (in Sicilia i pazienti psichiatrici più anziani rimangono in assistenza, mediamente, per più di vent’anni). La comunità in cui abbiamo girato è una delle tante comunità terapeutiche pubbliche presenti in Italia. Strutture residenziali di passaggio che dovrebbero offrire un percorso

riabilitativo ai cittadini in vista di un reinserimento nella società, ma in cui l’unica terapia prevista è quella farmacologica. Non di rado chi intraprende questi percorsi non smette mai di essere paziente ed entra in un limbo di assistenzialismo, quando non viene abbandonato dall’istituzione stessa.”

Il prezzo del biglietto è di 7 euro.

L’evento è promosso da Roma Culture. Informazioni e programmazione – www.cinemaaquila.it

Anno:
2024
Durata:
79 min
Genere:
Documentary
Regia:
Marta Basso, Tito Puglielli
Paese:
Italy
  • ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • Iscriviti alla nostra Newsletter

    Questo campo è obbligatorio.
  • STORIE DI DONNE, UOMINI E COMUNITÀ

    STORIE DI DONNE, UOMINI E COMUNITÀ

Film di oggi: 17/04/26

In programmazione

Prossimamente

Presto in sala