INCONTRO CON LE REGISTE MARTA E. ANTONIOLI E ELENA PADOVAN PER IL GRANCHIO NUDO – LA STORIA DI MARCO PESARESI

INCONTRO CON LE REGISTE MARTA E. ANTONIOLI E ELENA PADOVAN PER IL GRANCHIO NUDO – LA STORIA DI MARCO PESARESI 2026-05-21T19:00:00-00:00

Giovedì 21 Maggio al termine della proiezione delle 19.00 al Nuovo Cinema Aquila

INCONTRO CON LE REGISTE
MARTA E. ANTONIOLI E ELENA PADOVAN PER
IL GRANCHIO NUDO – LA STORIA DI MARCO PESARESI

Il film narra, attraverso i racconti di chi gli è stato vicino, la storia del fotografo riminese Marco Pesaresi (1964-2001) che, nonostante un talento ampiamente riconosciuto, si suicida a soli 37 anni lanciandosi con l’auto in mare. Quale forza comunicativa sanno esprimere, ancora oggi, i suoi scatti?
Giovedì 21 Maggio, al termine della proiezione delle 21.00, le registe, assieme agli sceneggiatori e produttori esecutivi Michela Fragomeni e Riccardo Caccia, risponderanno alle domande del pubblico presente. Moderano Marco Sconocchia -fotografo e fondatore di Daylight School – e Stefano Mirabella, fotografo e docente.

SINOSSI
Cosa raccontano, oggi, gli scatti di un fotografo che, all’apice del successo, si toglie la vita in un inverno di inizio millennio? Come è possibile che di lui e del suo lavoro sia rimasta così poca memoria al di fuori dei suoi luoghi e di un’èlite di “addetti ai lavori”?

Eppure, chiunque si avvicini alle immagini di Marco Pesaresi ne rimane inevitabilmente conquistato: sono fotografie che – ancora oggi, vent’anni dopo – parlano a tutti e con tutti, con candore e immediatezza, senza discriminazioni e pre-giudizi. “Il granchio nudo” racconta la storia di questo fotografo, e lo fa attraverso le testimonianze delle persone che, a diverso titolo, hanno fatto parte della sua vita. L’ambientazione prevalente è Rimini: questa città dalla duplice anima che muta d’aspetto con cadenza stagionale è la protagonista del progetto fotografico più intimo di Marco. Sospeso tra le luci sguaiate e stranianti delle discoteche della riviera estiva e la malinconia della costa innevata semi-deserta durante l’inverno, il bianconero struggente di quelle immagini ricalca la spaccatura insanabile e ben più profonda che lo porterà a togliersi la vita nel 2001. La narrazione ripercorre anche gli anni in cui Marco lavora e viaggia. I suoi reportage compaiono sulle più significative riviste internazionali e gli permettono di siglare la collaborazione con l’agenzia Contrasto: sono proprio le prestigiose firme dell’agenzia che lo hanno seguito in quegli anni – oggi autorevoli personalità in ambito artistico/editoriale – a raccontarci il loro particolarissimo rapporto personale e professionale con Marco. Marco Pesaresi si rivela una figura complessa, stratificata e contrastante ma intrisa di una dolcezza e una vulnerabilità rare; l’ambizione di questo film è di restituirne la misura.

UN DOCUMENTARIO SU MARCO PESARESI: PERCHÉ?
La scoperta casuale della fotografia di Pesaresi porta istintivamente a interrogarsi sul perché di questo artista non si parli abbastanza e il suo nome non risuoni al pari di quello di altri suoi più noti colleghi. Non solo per le sue capacità tecniche, per lo sguardo capace di individuare con naturalezza gli equilibri tra le masse e i vuoti, ma soprattutto per il suo rivelare in ogni scatto porzioni di mondo esterno intrise di parti profonde di sé.

Approfondendo la conoscenza di Marco impariamo a riconoscere la sua ecletticità, il suo offrirsi a ciascuna delle persone con cui è entrato in contatto in un modo diverso, dedicato, pur rimanendo profondamente autentico. Questo suo “darsi” in maniera così totale e totalizzante gli ha permesso di ricevere in cambio la medesima apertura da parte dei soggetti che fotografava. Per questo è così facile affezionarsi a coloro che le popolano all’interno di scenografie a volte desolate ma che mostrano sempre una nota poetica, anche quando si tratti dei luoghi della sua quotidianità, di mondi lontani o di quelli della solitudine di massa. Sono mondi rarefatti, i cui confini scivolano indefiniti tra l’interiore e l’esteriore, dove lo sguardo di una prostituta rivela la paura del vuoto, le pallide luci del metrò sfarfallano su solitudini ammassate, e la neve posata sulla sabbia appesantisce la giovinezza. La scoperta casuale della fotografia di Pesaresi ci ha portato, per l’appunto, a volerne fortemente condividere la poesia  e lo sguardo. Il desiderio è quello di riportare alla luce anche quelli che sono i suoi scatti meno conosciuti ma che hanno ancora molto da dire.

“La coralità protagonista del film è attraversata da alcuni elementi ricorrenti ed essenziali che hanno funzione di fil rouge tra le varie interviste situazionali e non posate. Durante i suoi viaggi e negli incontri col vasto atlante di umanità che popola i suoi scatti, Marco Pesaresi scrisse un gran numero di poesie, diari e appunti.” Sono gli autori stessi a raccontarci la genesi del loro progetto. “Sono proprio le sue parole, dunque, ad accompagnare lo spettatore attraverso un voice over, cui presta la voce l’attore emiliano Enrico Salimbeni. Rimini, invece, prende vita sia nei luoghi ancora abitati dagli affetti di Marco, sia nelle immagini di repertorio e d’archivio che la riportano negli anni Ottanta e Novanta: video girati con pellicole in Super 8 che restituiscono scorci di vita quotidiana e l’atmosfera di una città eternamente duplice e complessa. La macchina da presa, inoltre, sale a bordo dell’automobile con cui il fotografo era solito muoversi lungo le strade riminesi. La narrazione, quindi, si sviluppa attorno alla semantica del viaggio: sia quello che ha caratterizzato la sua vita e la sua fotografia, dal lungomare di Torre Pedrera alla caotica metropolitana di Calcutta, sia quello meramente temporale, che ripercorre le varie tappe della sua esistenza fino al drammatico epilogo. La musica originale, composta dal cantautore riminese Daniele Maggioli e arrangiata da Marco Mantovani, fa da perfetto contrappunto – amaro e dolcissimo allo stesso tempo – al dipanarsi della storia.”

Il prezzo del biglietto è di 7 euro.

L’evento è promosso da Roma Culture. Informazioni e programmazione – www.cinemaaquila.it

Anno:
2025
Genere:
Documentary, Biography, Drama
Regia:
Marta Erika Antonioli, Elena Padovan
Paese:
Italy
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